La vitamina D è un ormone essenziale per la salute del nostro corpo. È coinvolta in numerosi processi biologici, con un ruolo chiave nella mineralizzazione ossea e funzioni che si estendono a molti altri tessuti.
Ruolo e Funzioni della Vitamina D
Sistema Immunitario e Umore
Oltre a contribuire alla salute dello scheletro, la vitamina D è cruciale per il sistema immunitario e può influenzare anche il nostro umore. La scoperta del recettore della vitamina D negli anni ’80 ha rivelato la sua presenza in vari tipi di cellule, tra cui quelle della cute, del cervello, e del sistema immunitario, sottolineando la sua importanza in diversi processi corporei.
Prevenzione di Malattie
Una carenza di vitamina D è stata associata a un maggiore rischio di sviluppare diverse condizioni di salute, tra cui:
- Neoplasie: tumori del colon, della mammella e della prostata.
- Malattie cardiovascolari
- Ridotta fertilità
- Patologie autoimmuni: Diabete mellito di tipo 1, sclerosi multipla, morbo di Crohn, artrite reumatoide.
- Deficit neuro-cognitivo
Sintesi del DNA
La vitamina D regola l’espressione di circa il 3% del nostro genoma, evidenziando la sua influenza diretta sulla sintesi del DNA e, di conseguenza, su molte funzioni cellulari.
Sintesi e Assorbimento della Vitamina D
La vitamina D può essere prodotta naturalmente dalla pelle tramite l’esposizione ai raggi solari. Subisce una serie di trasformazioni nel corpo, attivandosi attraverso reazioni che coinvolgono la pelle, il fegato e i reni.
Tutte queste trasformazioni variano da individuo a individuo, a seconda di molti fattori come la genetica, l’età, la pigmentazione della pelle, l’obesità, la funzionalità epatica e renale, le condizioni gastrointestinali che rallentano l’assorbimento (ad esempio, la celiachia) e la composizione del microbioma intestinale.
Fonti Alimentari
Alimenti ricchi di vitamina D includono:
- Pesce (come salmone e sgombro)
- Uova
- Latte e derivati, sebbene in quantità limitate (1 litro di latte contiene al massimo 40 UI)
- Olio di fegato di merluzzo
È necessario considerare la quota che viene persa con la cottura e quanta realmente viene assorbita.
Carenza di Vitamina D
Per la SIOMMMS (Società Italiana dell’Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro) si è ormai stabilito che si parla di insufficienza già al di sotto dei 30 ng/ml. La concentrazione ottimale viene definita tra 30 e 50 ng/ml, tra 50 e 100 ng/ml ci possono essere problemi di tossicità e si parla di vera e propria intossicazione quando si superano i 150 ng/ml.
Il mercato è ricco di integratori a base di colecalciferolo. Quale scegliere allora?
Alcuni studi recenti hanno evidenziato come migliori veicoli i liposomi, microsfere di grassi che aumentano rapidamente la concentrazione di vitamina D3 nel siero.
Da citare anche , l’Estratto IdroEnzimatico di Lichene Islandico, fonte naturale, a sua volta, di Vitamina D. Il Lichene islandico è particolarmente ricco di polisaccaridi con attività immunomodulante e antivirale e agisce sostenendo anche le naturali difese dell’organismo.
Le linee guida ci dicono in maniera chiara che né il sole né l’alimentazione riescono a compensare un adeguato introito di Vitamina D; viene, pertanto, spontanea la considerazione che tutti siamo a rischio di carenze. Infatti è molto comune in Europa: si verifica nel 30-60% in Europa; una carenza grave si riscontra in circa il 10% degli europei. In Italia, diversi studi, hanno evidenziato valori di Vitamina D sierica inferiori ai livelli ottimali in una percentuale considerevole della popolazione.
I gruppi a rischio di carenza comprendono bambini piccoli, adolescenti, donne in gravidanza, anziani, in particolare quelli istituzionalizzati.
Consigli per i Bambini
L’EFSA raccomanda un apporto giornaliero di 400 UI/die per i bambini tra 7 e 11 mesi, e 600 UI/die per quelli tra 1 e 17 anni.
In sintesi, la vitamina D è fondamentale per il benessere generale, influenzando non solo la salute delle ossa ma anche il sistema immunitario e il metabolismo. È importante monitorare i livelli di vitamina D nel corpo e considerare l’integrazione quando necessaria per prevenire carenze e le relative complicazioni.